Mi vorrei inanzitutto scusare per la mia quasi eterna assenza e salutarvi tutti.
Oggi vorrei sfogarmi un po di una tematica che mi sta a cuore gia da tanto: la cittadinanza italiana. Ho litigato con Ramses per questa mia idea per ore (e non è bello litigare con lui)… Secondo me lo stato dovrebbe cambiare il suo metodo attuale di regalare cittadinanze a chiunque ci faccia uno spuntino. (lo so che esagero un pò…)
Allora: secondo me una persona che lavora in italia per qualche mese e poi va a casa con il guadagno sopportando cosi famiglia e casa è una persona ammirevole e se insiste a pregare cinque volte al giorno lo faccia (ovviamente se si mette d’accordo col datore di lavoro). E se non sa spiegarci dov’è la fermata bus piu vicina perche non ci capisce non ci dovrebbero essere problemi perchè tanto tra cinque mesi l’Italiano non gli serve più.
Ma una persona che richiede la cittadinanza (e la riceve) dovrebbe avere una certa conoscenza della lingua, della cultura e delle leggi… e li dovrebbe rispettare.
Mi disgusta vedere persone che vivono in italia da decenni e non sanno fare una singola frase semplice e corretta in italiano.
secondo me dovrebbero fare degli “esami di ammissione” composti da un test scritto e orale della lingua e da un esame di conoscenza delle leggi piu comuni e/o diversi e della cultura/quotidianità.
Chi vuole restare in Italia si addatta comunque e chi non lo vuole o lo fa solo per comodità non è benvenuto come cittadino italiano. Io non capisco come la gente mi può definire razzista solo perchè sono di questa ragione.
Ecco.. finito lo sfogo…
Statemi bene ragazzi




